FAQ – Domande e Risposte

Il trattamento sbiancante fa male?

Il trattamento non provoca fastidi o disturbi, tuttavia alcuni pazienti potrebbero avvertire una momentanea sensibilità generalizzata a denti e gengive. I sintomi scompaiono in uno o due giorni.

Perché in alcuni casi i denti diventano bianchi?

I fattori che generano macchie esterne sono il tabacco, il caffè, il vino, il tè e l’assunzione di bevande e cibi particolarmente colorati. Le macchie interne sono causate dall’assunzione di antibiotici in età infantile, da difetti di mineralizzazione, da devitalizzazione, terapie canalari e otturazioni in amalgama. Dopo il trattamento sbiancante è consigliabile per i primi giorni, di astenersi da tabacco, caffè, tè e altre sostanze colorate, questo perché dopo il trattamento la superficie dentale è molto più porosa e quindi assorbe molto più facilmente le sostanze pigmentate.

Lo sbiancamento è adatto a tutti?

In generale possiamo dire che lo sbiancamento è efficace, talvolta in modo straordinario, in un gran numero di pazienti. In certi casi, tuttavia, i risultati possono essere inferiori alle attese. Le discolorazioni causate da farmaci o dalla malformazione di smalto e dentina spesso rispondono poco al trattamento. Il suo utilizzo non è comunque consigliabile su bambini di età inferiore ai 13 anni e su donne in gravidanza o in periodo di allattamento.

Lo sbiancamento è sicuro?

Non presenta normalmente effetti collaterali. Va tenuto presente che la controindicazione al trattamento è relativa allo stato di salute della bocca (carie, otturazioni da rifare, danni da spazzolamento: abrasione, erosione per esagerazione della forza applicata allo spazzolino, malattie delle gengive,lingua, guance palato,e dello stato di salute generale). Quindi prima si cura la bocca con tutto quello che è necessario: radiografie, eventuali analisi,valutare le abitudini che fanno macchiare i denti (fumo, caffè,vino, cioccolato) per inquadrare correttamente il caso. Far capire al paziente che i risultati dipendono anche dal cambiamenti delle abitudini che provocano le macchie.

IMPORTANTE: prima va sempre eseguita l’igiene orale con l’igienista in studio per l’eliminazione del tartaro e della patina (placca) altrimenti il trattamento sbiancante sarebbe inefficace.

Ultimo, ma non meno importante possibile effetto collaterale, è la fastidiosa ipersensibilità dentinale che però diminuisce man mano nel tempo. Sotto controllo dell’odontoiatra e/o dell’igienista dentale, difficilmente lo sbiancamento può provocare danni allo smalto. A concentrazioni alte e per tempi medio-lunghi (diverse ore) si assiste ad un’iniziale alterazione della superficie dello smalto dei denti trattati, ma che guarisce con l’utilizzo di fluoro che agisce come rimineralizzante ed anticariogeno oltre che per la sua azione desensibilizzante.

Quanto si sbiancano i denti?

I principi attivi delle paste usate per lo sbaincamento attraversano lo smalto e agiscono rimuovendo le colorazioni dello strato situato tra lo smalto e dentina. In altri termini l’acqua ossigenata ad alto volume dissociandosi rilascia i radicali liberi dell’ossigeno che. attaccandosi alle grosse molecole organiche responsabili delle macchie, le spezzano in composti solubili e a basso peso molecolare rendendo il dente più bianco alla luce diurna.

Il colore dei denti, può cambiare fino a 6-10 toni della scala colori. Il miglioramento va valutato considerando il colore di partenza. Il paziente deve sapere che il principio attivo non dà risultati uguali per tutti perché i denti sono differenti strutturalmente e le macchie interne sono varie sia nella forma sia nel colore più o meno scuro.

Ogni quanto devo pulire la protesi?

La protesi mobile va obbligatoriamente pulita dopo ogni pasto, con spazzolino e dentifricio. Se il paziente non riesce a tenere la protesi durante le ore notturne, questa va riposta in appositi contenitori contenenti acqua ove vengono disciolte particolari compresse che il dentista vi consiglierà.
Queste sostanze hanno la funzione di rimuovere le macchie dalla dentiera, sbiancare la protesi e combattere i batteri che causano alito cattivo.

Qual‘è l’alimentazione corretta per abituarmi a mangiare con la nuova protesi mobile?

Si consiglia una alimentazione liquida e semiliquida nei primissimi giorni, per aumentare progressivamente la consistenza dei cibi fino ad arrivare ad una dieta personalizzata variabile in base al tipo di protesi ed all’età del paziente.

Quanto tempo passerà per abituarmi alla protesi?

Passati i primi giorni di fisiologico adattamento, bisogna abituarsi a tenere la protesi il più a lungo possibile, soprattutto durante il pasto. Dopo una iniziale e comprensibile difficolt√à il paziente si abituerà a mangiare, parlare e relazionarsi in poche settimane.

La protesi mobile deve essere portata sempre?

La protesi mobile, sia essa completa o parziale, è consigliabile portarla il più a lungo possibile, possibilmente anche di notte.
Nei primi giorni possono insorgere dei piccoli inconvenienti, quali arrossamenti delle gengive, escoriazioni e piccole ulcerazioni. In questi casi bisogna subito contattare lo studio per effettuare, al più presto, eventuali ritocchi della protesi che portano a completa risoluzione dei fastidi in pochi giorni.

È essenziale rimettere un dente estratto? Ci possono essere delle conseguenze se non lo faccio?

La perdita di un elemento dentario non è sicuramente grave come per altri organi, ma si possono sviluppare nel tempo dei problemi se questo non viene prontamente sostituito. I problemi consistono soprattutto in uno spostamento dei denti vicini, quello più “avanti” si sposterà più indietro e quello più “indietro” si sposterà in avanti. Contemporaneamente il dente corrispondente nell’arcata antagonista tenderà ad estrudersi, cioè ad “allungarsi” fuori della sua sede per la mancanza di uno stop.

In pratica l’organismo tenderà a richiudere lo spazio che si è venuto a creare. Aspettare molto tempo significa non avere più uno spazio a disposizione per poter riposizionare un dente in sostituzione, ma cosa ancora più grave si rischia la perdita di funzionalità del dente corrispondente.

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